IT' ELECTRIC
di Jurij G. Ricotti



TAP-STRUM-SKIP-HAM-PULL-LICK-RAKE aiuto mi sono perso....


Quando, specialmente all’inizio, siamo schiavi della voglia di suonare, e volgiamo suonare i brani dei nostri Guitar Hero preferiti, la prima cosa da fare è recarsi nel nostro negozio di spartiti preferito e cercare, cercare, cercare fino a trovare l’oggetto dei nostri desideri. Rimembri delle lezioni di flauto prese alle scuole medie ci accorgiamo però di essere difronte a qualcosa di così evoluto che lo scenario musciale che ci si para davanti sembra scritto per una sorta di popolo alieno. Tutto pieno di termini bizzarri che sembrano i rumori di un fumetto, termini di contorno che descrivono prima l’una poi l’altra tecnica da utilizzare durante il brano. Eccoci difronte alla nostra cruda ignoranza, la prima cosa che ci prende di fare è appendere la beneamata al chiodo, poi però un pensiero ci assale. E’ il nostro buonsenso che ci porta alla mente le fatiche fatte per ottenere la nostra chitarrina elettrica e ci spinge a non arrendersi così presto, magari provando...

Tutti questi editori di spartiti partono dal presupposto che il lettore sia al corrente della terminologia utilizzata nello spartito quindi non si preoccupano di spiegarla a noi comuni mortali.

Iniziamo col dire che l’uso di tali termini (tutti in inglese) servono spesso per descrivere il movimento della mano sinistra, a volte la destra sulla chitarra in modo da rendere più chiara l’esecuzione delle tecniche descritte.
Prendiamo quindi in esame tutti i termini più comuni cercando di spiegare con il nostro consueto linguaggio ‘casereccio’ il loro reale significato e il loro utilizzo.

BENDING



Sicuramente il più vecchio dei termini più usati e sta a significare l’innalzamento di intonazione di una nota tramite il tirare su o giù la corda con il dito che suona la nota della mano sinistra (quella sulla tastiera se fossimo mancini sarebbe la destra!). Il bending può essere di un semitono, di un tono, di un tono e mezzo dopodichè si utilizza un’altro termine come Contrattura, Frattura, Perdita di Sensibilità e altro. Viene indicato con una B ed una freccia che ne indica la direzione ed un numero che ne indica l’altezza in semitoni.


RELEASE

E’ il contrario del bending e sta a significare che bisogna suonare la nota soltanto dopo aver sollevato la corda quindi rilasciare il suono facendolo sembrare uno slide indietro.


HAMMER ON



l’Hammer on non è altro che il suonare la nota successiva sulla stessa corda semplicemente premendo il dito sulle corde e quindi facendola suonare senza l’ausilio del plettro. In genere si suona una nota con l’indice poi si esegue la successiva premendo una delle altre dita sulla tastiera. Letteralmente significa martellare quindi nulla di arcano nel significato. Viene generalmente idicato con una H tra la nota di partenza e quella di arrivo.

PULL OFF

E’ l’esatto contrario di Hammer On cioè se suoniamo una nota con il dito medio dovremo strappare la corda con lo stesso dito in modo da far suonare quella che teniamo con il dito indice. Letteramente significa tirare via quindi anche qui molto semplice da realizzare, ricordiamoci che soltanto la prima nota va plettrata, mentre la seconda suona soltanto perchè abbiamo tirato la prima. Si indica con una P o PO posta tra la nota da tirare e quella che suona dopo.

LEGATO

Il legato è la tecnica che combina l’hammer on ed il Pull off, infatti viene utilizzato per suonare delle scale in sequenza veloce senza l’ausilio del plettro in modo da rendere più fluido il suono. Per ottenerlo dovremo suonare la prima nota con il plettro e le restanti della scala utilizzando l’hammer on per la scala ascendente ed il Pull off per quella a scendere.

SLIDE



Lo slide, letteralmente Scivolare, è lo slittamento di un dito che ha appena suonato una nota verso un’altra nota avanti o indietro sulla tastiera, quindi suoniamo una nota con l’indice dopodichè facciamolo scivolare in avanti o indietro sulla tastiera senza staccarlo in modo da rendere continuo il suono fino alla nota successiva. Se utilizziamo un Bottleneck (letteramente collo di bottiglia, quei simpatici tubi metallici o di vetro che si vedono nei negozi di chitarra) dovremo appoggiarlo delicatamete sulle corde e poi scivolare avanti o indietro ricordando che in questo modo le note vere non si trovano al centro dei tasti ma direttamente sopra, per intenderci posizioniamo il tubo, preventivamente infilato in un dito, generalmente il mignolo, sopra uno dei tasti di metallo facendo in modo che la corda non tocchi il tasto e suoniamo facendo scivolare il tubo da una nota all’altra.

VIBRATO

Per vibrato si intende quello fatto con il dito della mano sinistra da non confondere con quello ottenuno con la leva che invece si chiama Tremolo. Il vibrato ed il suo corretto controllo sono un’effetto che conferisce feel al solo, più lento lo facciamo più impareremo a controllarlo. Il dito si muove in senso circolare creando delle piccole inflessioni al suono, sembra facile ma ci farà passare notti insonni.


TERMINI DI NUOVA GENERAZIONE
quelli che ci costringono ad alzare la cornetta del telefono e chiamare qualche nostro amico più esperto che fatalità in quel momento sta con la ragazza e non ci darà retta più di tanto.

ALTERNATE PICKING

Letteralmente plettraggio alternato, infatti per eseguire questa tecnica basta semplicemente plettrare su e giù in maniera continua senza considerare i cambi di corda che ci portano a plettrare in giù quando la prossima corda che suoniamo è sotto o in su quando dobbiamo passare a quella superiore. La sequenza è quindi sempre su-giù-su-giù-su-giù-su-giù ecc oppure giù-su-giù-su-giù-su-giù-su-giù-su qualsiasi posizione si trovi la nota o la corda successive. Si distingue inoltre in interna o esterna a seconda se la facciamo all’interno o all’esterno delle corde.

CHICKEN PICKING

Il famoso tocco del pollo, ossia la tecnica che combina le dita ed il plettro, infatti per ottene una nota con questa tecnica dobbiamo suonarla con il plettro e le dita della mano destra contemporaneamente. Questo ci porterà a stoppare leggermente il suono della corda creando un effetto ‘verso di pollo’. Questa tecnica viene utilizzata anche dai bassisti e viene utilizzata principalmente nel country.


SWEEP PICKING
Ossia lo spazzare le note in successione che si trovano su differenti corde in modo da utilizzare una sola pennata in su o in giù per suonarle tutte. Per l’utilizzo di questa tecnica si richiede una lunga seduta di prove e tentativi. In pratica possiamo utilizzare questa tecnica anche per suonare le scale che in alcuni punti ci portano a cambiare corda. Se stiamo suonando una scala che dopo due note cambia corda suoneremo la prima nota in su poi la senconda in giù e quindi anche la terza che si trova sulla corda sottostante utilizzando una sola pennata per le due note. Questa tecnica velocizza notevolmente l’esecuzione delle scale e degli arpeggi in genere. Maestro di questa tecnica è Frank Gambale.

HIBRYD PICKING



Molti chitarristi come Michael Lee Firkins o Greg Howe utilizzano il plettro e le dita della mano destra insieme
creando una miscela di suoni molto inusuale che risulta da quello fatto con il plettro e quello fatto con il dito. Viene molto utilizzata per suonare intervalli molto ampi in cui abbiamo note su una corda ed altre con due o tre corde di distanza. Il suono che si ottiene è l’aspetto più interessante , infatti con il plettro otteniamo un suono più freddo e duro mentre con il polpastrello verrà più slappato e morbido.



STRING SKIPPING

Lo string Skipping è il suonare note presenti su corde distanti ma non adiacenti, quindi si chiede ad entrambe le mani uno sforzo non indifferente, per questo qualcuno la chiama affettuosamente Strong Skipping. Viene anche chiamata la tecnica del salto di corda il che spiega già tutto da se. Viene molto utilizzata da chitarristi rock come Nuno Bettencourt.


RAKING

Letteralmente raschiare, ma per il gergo chitarristico significa passare il plettro su tutte le corde o alcune di esse tenendole però stoppate con il palmo della mano sinistra. Molti chitarristi eseguono dei piccoli Rake prima di suonare una corda creando un suono molto blues feel.

STRUMMING

Forse è la prima tecnica che impariamo prendendo in mano la chitarra e sta ad indicare il suonare su e giù accompagnado un brano come si fa usualmente con le chitarre acustiche sulla spiaggia.


MOVING SHAPE

Tecnica molto utilizzata, spesso involontariamente da tutti, che indica quando muoviamo le dita con uno sche geometricamente identico su corde diverse.

PALM MUTING




Tecnica usata dai chitarristi metal per controllare meglio la plettrata e rendere i riff di accordi molto granitici. L’esecuzione è semplice; bisogna appoggiare il palmo della mano sinistra, dalla parte del mignolo, sulle corde appena vicino all’attaccatura del ponte della chitarra, in questo modo il suono che suoniamo verrà stoppato ma udibile. Usatissima nel thrash dai Metallica e affini. Sulla partitura si indica un periodi di Palm Muting con il P.M. ed una serie di righette che ne indicano la durata nel tempo.

 

TAPPING




Sicuramente la tecnica più agognata da tutti i chitarristi elettrici che li fanno sembrare dei veri e propri mostri dello strumento e fomentano le folle dei fan sotto al palco. La tecnica consiste nell’utilizzare uno o più dita della mano destra per martellare delle note sulla tastiera dove la mano sinstra suona. Chiaramente quando spostiamo la mano destra sulla tastiera veniamo privati dell’uso del plettro e siamo costretti ad utilizzare il legato con la sinista. C’è anche chi utilizza questa tecnica con la chitarra acustica o chi utilizza tutte le dita di entrambe le mani come Jennifer Batten, TJ Helmerich, Roy Ashen.


TERMINI DI USO COMUNE

LICK
Indica una frase ‘fatta’ apposta per essere utilizzata un po dappertutto, o quantomeno quando si verifica una certa situazione armonica che ne permette l’utilizzo. Quando impariamo una frase di un chitarrista e la riproponiamo in un nostro solo ecco che abbiamo utiizzato un lick.

PATTERN
La traduzione letterale è esempio o modello, cioé quando suoniamo un pattern utilizziamo una stessa sequenza di note in altre situazioni o se plettriamo con lo stesso ritmo in diverse sezioni del brano utilizzando in questo caso un pattern della mano destra. Il pattern è quindi un modello da modificare a secondo delle esigenze e delle situazioni. Si può imparare un patter su una scala ed applicarlo su di un’altra.



Purtoppo sulla carta non è semplice spiegare il significato di termini che spesso sono onomatopeici e che occorrono di un esempio visivo per essere spiegati appieno, parecchi saranno comunque i dubbi che rimangono a chi legge ma anche molti di questi siamo sicuri saranno stati svelati.

Jurij G. Ricotti


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