METAL VILLAGE 8
GAMMARAY “Power Plant”
Noise Records
N 0310-2
Li abbiamo potuti ammirare in tutta la loro forza al Gods of Metal dello scorso anno in compagnia di Stratovarius e Ozzy. Fautori di un power metal con venature prog figli di un periodo a cavallo tra anni ottanta e novanta, propongono la loro ultima fatica discografica per la noise records. Power Plant è un grande album, il nono per la band, con suoni ben bilanciati e songwriting molto fluido che non deluderà certamente i fan del genere. L’opening track è affidata a Anywhere in the Galaxy pezzo di sicuro impatto e indubbia hit dell’album che scaraventa l’ascoltatore in atmosfere epiche e cariche di power. La sezione ritmica della band è affidata a Dan Zimmermann (batteria) e Dirk Schlachter (basso) che condiscono il prodotto con indispensabili e virtuosistici interventi oltremodo tessitori di un sostegno ritmico di gran classe come possiamo ascoltare in Send me a sign.
I solchi digitali proseguono su Strangers in the night pesante e speed all’inverosimile un vero spacca polso per i chitarristi più coraggiosi. Le atmosfere epiche tornano in Gardens of the sinner mentre per ascoltare ritmi thrash dovremo arrivare a Short ad Hell. Campionatori e tastiere su It’s a Sin cover di famossissimo gruppo pop inglese che non nominiamo per pudore nei confronti suddetta rubrica, comunque degnamente interpretata con strumentazione assolutamente lontana dal pop in genere. Anche per i gammaray inno all’heavy metal in heavy metal Universe che fomenterà le folle durante i live set. L’ending track del disco rappresenta una mini suite di 8 minuti circa nella quale è racchiusa tutta la potenza della voce e della chitarra di Kai. In sostanza un bel disco che farà felici tutti i fan del gruppo e del neo-power di questo periodo.
Jurij G. Ricotti
POWERSOD “Evolution Part 1”
Massacre Records CD0187
Power Metal di classe per questa band non certo agli esordi, forse nulla di nuovo all’orizzonte ma potenza ed impatto per questo Evolution part one. Children of lost horizons introduce l’album e mostra subito la potenza ritmica del terzetto, infatti la ritmica è affidata a Hama Hart (drums) e chitarre acustiche e Riff Randall (sa un po di presa in giro) alle chitarre e basso, mentre la voce è interpretata da Leo L. Sing. A parte la stravaganza dei nomi il prodotto comunque suona anche se non introduce innovazioni stilistiche o tecniche. Grandi riffoni in Mean clean Fighting Machine e Gods of War. Rimembranze maideniane in Into the battle con chitarre armonizzate e ritmica terzinata come anche in Salvation. I’m on fire è l’ultimo episodio speed prima della mini suite (pare vadano di moda ora) Evolution part one suddivisa in quattro atti: Overture in Black Minor con atmosfere black appunto e vociferato fino a The Gates of Hades introduttivo e d’impatto per Hero’s Tears. La conclusione della suite è affidata a Rising che comunque conferisce a tutto il brano la progressività ricercata per tutto il disco. Nessuna novità di rilievo, il missaggio sembra buono ma il gruppo manca di freschezza, non deluderà comunque i fan del power metal.
Jurij G. Ricotti
MAJESTIC “Abstract symphony”
Massacre records CD 0185
Grandi influenze neoclassiche per questa band dal sapore Power Metal ad debutto con questo Abstract symphony direttamente provenienti dalla svezia, terra natale di tante band del genere. Il gruppo si è formato nel 1997 dalle membra del tastierista Richard Anderson e dal chitarrista Peter Espinoza. Ci sentiamo di dire che il tastierista della band è sicuramente degno erede dell’ormai famosissimo Jens, mentre le performace chitarristiche non sembrano creare attenzione verso lo scambio di fraseggi presenti sull’opening track Golden Sea. Losers Shades of Hell suona molto bene condita a dovere dalla tastiera, sempre presente di Richard, enfatizzando il riff pesante di chitarra introduttiva, sfociando poi in ambienti rock prog molto fruibili. La band non è comunque nuova al genere visto la possente carrellata di esperienze live con Malmsteen, Mercyful fate, King Diamond, Dio, Talisman, etc. La terza traccia, come prevedibile è il lentone di turno non molto originale ma di sicuro coinvolgimento emotivo per il fan del genere. Rimembranze rock prog e tastiere epiche per Silence e Crimson Sun otremodo violentata dalla grande doppia cassa di Joel Linder già drummer del gruppo Tenebre. Grande performace di rock neoclassico in Black Moon Rising degna delle composizioni del Maestro. Per gli amanti della tastiera infuocata consigliamo di dirigere il lettore cd su Blood on the tail e Nitro Pitbull pregni di scale alla velocità della luce. Il cd chiude Seekers Battlefield che fa molto Eye of the tiger di Rocky!
Jurij G. Ricotti
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