METAL VILLAGE 5
Lefay “The Seventh Seal”
Noise Records N 0312-2
Gli amanti del Power Metal non rimarranno delusi dalla potente musica dei Lefay, pardon ex Morgana Lefay, per chi li ricorda. Lo stile è legatissimo a quello dei Metallinca o dei Defiance. Sin dal 1993 sono presenti nella scena con il loro “The secret Doctrine” album promosso a pieni voti dalle notissime Rock Hard e Metal Hammer (tedesche). Nel 1994 prendono il chitarrista Peter Grehn dei Fantasmagoria. Seguono poi l’album “Sanctified” nel 1995 e “Maleficium” nel 1996 fino ad approdare al nuovo album “The Seventh Seal” dove viene ripercorso dalla band tutto lo scibile power metal aggiungendo qua e la influenze doom e neoclassiche. Molto bello il coro finale della Title track. I’am brano di vero e puro thrash possiede un groove unico e trascinante non presente in The Boon He Gives invece totalmente armonizzato che sobito dopo l’intro sfocia in una semiballad da pogo sicuro. Le ballad vere e proprie sono Moonlit Bight con tanto di chitarra acustica irlandeseggiante, e Harga rigonfia di violini ed armonizzazioni per quarte. Soltanto la voce sembra fuori luogo e poco lirica. La violenza ritorna subito dopo in Child Of Time e riffettoni con doppia plettrata e voce graffiante.
In chiusura troviamo un’altra ballad dal titolo As Far As I Can Go impregnata di chitarra e flanger che forgiano uno stile psichedelico alle chitarre distorte in sottofondo, e la velocissima Shadow Empire thrash all’inverosimile, pure troppo. Una buona occazione per ascoltare del buon Power Thrash metal fresco di registrazione.
Jurij G. Ricotti
Rough Silk “Beyond the Sundown”
Massacre Records EMI Mas cd0172
Che fine fanno tutte quelle band che sono opening show di altre band famosissime ai concerti? I Rough Silk hanno suonato con Saxon, Mama’s Boys, Bob Geldorf, Deep Purple, Accept, Halloween, Scorpions, Manowar, Jeff Healy e nell’ultimo tour dei Savatage. Niente male è? Dopo aver prodotto 4 album dal 1993 approdano a Beyond The Sundown, potente e coinvolgente al punto giusto, memori delle esperienze live che portano ad una composizione di brani vicini allo stage diving e lontani dalla pianificazione a tavolino delle parti. From Here To Eternity apre il cd con una veemenza propria del genere Hard Rock e fa seguire una controversa Nosferatu proprietaria di ritornello melodicissimo che fa molto sigle dei cartoni giapponesi. Il cantante Jan Barnett si propone anche come ottimo pianista nella band dando un sapore, in alcuni punti, più neoclassico come si vede nella title track. God of Darkness risulta piena di groove e possiede l’arrangiamento giusto per essere la hit del disco. Non poteva mancare la ballad con tanto di chitarra acustica e slide guitar in A Matter Of Size. Se cercate potenza e speed di quello vero puntate il vostro lettore cd sulla sesta traccia Neurophobia circondata di tastiere ed ammond. Della serie la quiete dopo la tempesta Face of Faith sempre con piano forte in primis ci porta verso atmosfere più familiari subito dopo deviate da Something to Believe In completamente rivolta ad un rock Bonjoviano. Il tutto scade in Friends fortemente vicina allo stile di Elton Jhon. Per fortuna sono soltanto episodi di un grande disco rock metal che dimostra ancora come grosse Major, ed in particolar modo la Emi possono promuovere un prodotto nel suo genere fuori mercato.
Jurij G. Ricotti
Pretty Maids “The best of Back to Back”
Massacre MSA CD0169 distribuzione DigIt
Band Danese leggendaria degli anni ottanta promotrice di un hard rock molto power sin dal 1983, fautrice di vere e proprie perle del periodo quali Red, Hot and Heavy del 1984 ed del leggendario Future World del 1987. Seguirono poi Jump the Gun e Sin-decade del 1992. Ricordiamoci inoltre del loro splendido album acustico Stripped sotto le ali della Sony music prima della dipartita dalla stessa e del contratto con la massacre che gli fa sfornare un immediato Scream un paio d’anni fa. Il successo di Scream genera la sua naturale conclusione in un album live Scream Live. Spooked esce la primavera successiva. Come per tutte le band che hanno contribuito alla storia dell’hard rock giunge il momento di una raccolta significativa dei loro brani migliori, ecco infatti The best of Back to Back vero e proprio contenitore di hit songs. Partendo dalla megahit Future World a Yellow Rain, per passare attraverso Please don’t leave me e Back to Back fino all’ultima release di Walk Away. Incluse inoltre nella confezione due unreleased tracks. Da segnalare una traccia live al Tivoli di Copenhagen. In sostanza una compilation più che altro rivolta ai fan del gruppo ed agli amanti dell’hard rock ottantensco. Di sicuro successo per il mercato giapponese che li ha consacrati a pieni voti e che assume in quantità industriali questo tipo di musica, anche adesso!
Jurij G. Ricotti
Anvil “Speed of Sound”
Massacre recolrds MAS cd00173
Amanti dello speed armatevi e partite all’ascolto di questo nuovo lavoro degli Anvil che rimangono fedeli alla linea in tutto e per tutto a tutti i costi! Sin dalla title track si capisce la direzione che il disco prenderà durante tutti i suoi bit di percorso. Doppia cassa a palla e riff velocissimi da spacca polso. La registrazione non rende giustizia però allo stile che ricordiamo egregiamente portato avanti dagli Annihilator anche in questi anni. I soli sono sul generis e non mostrano nulla di esaltante dal punto di vista compositivo, creando qua e la dei riempitivi al brano stesso. La voce è anch’essa in linea con lo stile e richiama i fasti degli Anthrax mentre la coperina ci mostra una splendida incudine alata pronta a sganciarsi sulla nostra umile testolina. Man Over Broad è sviluppata su un riff-comica (permettetemi il neologismo) molto orecchiabile e divertente allo stesso tempo, completamente diversa da No Evil dispensatrice di morte e distruzione con tanto di campane a morto e arpeggi distorti in palm-muting. Ma il bello deve ancora venire, Bullshit ci inneggia al pogo ed al salto continuo e costante fino ad arrivare a Matress che ci ricorda di ondeggiare anche quei bei chili di capelli che ci troviamo in testa di qua e di la in maniera circolare.
Mambo e trutto tranne che mambo comunque dentro la parte anche se strizza l’occhio al thrash dal quale sembra immune invece Life to Lead colpevole solo di essere una vera e propria istigazione all’omicidio insieme alla ending track Park that truck con una inverosimile doppia cassa e cambi di riff continui e massacranti.
Una perla per gli amanti dello speed da non perdere!
Jurij G. Ricotti
Michael Shenker Group “The Unforgiven”
(SPV/Audioglobe)
Una delle colonne portanti del Heavy Metal europeo, un vero guitar hero dell’epoca pre Malmsteen insieme a Richie Blackmore fu Michael Shenker. Insieme al fratello Rudolf , nel 1971, creò una delle band più storiche ed importanti del nostro continente gli Scorpions. Michael lascia il gruppo appena dopo la formazione ed il debutto per andare a suonare con un altra mitica band dell’epoca gli UFO per rientrare negli Scorpions soltanto alla fine dei Seventies per registrare “Lovedrive”. La sua carriera solista proseguì negli anni a venire consacrandolo a tutto il mondo e facendolo diventare uno dei chitarristi più imitati del periodo. Lo si è potuto ammirare ancora lo scorso anno al G3 insieme a Joe Satriani e Uli Roth (altro mito del rock), situazione che lo ha sicuramente spronato all’uscita di questo nuovo album “ The Unforgiven”. Sembra proprio che il tempo si sia fermato, il suono della chitarra è fantastico e Michael, nonostante l’età e i trascorsi alcolici, sembra in forma e pronto a continuare per la sua strada. Forse non è il miglior disco di Michael ma sicuramente non deluderà i fan dell’hard rock teutonico, il CD sembra godere della sua stessa longevità e trascorre molto fluidamente all’ascolto. Le punte dell’album si hanno con The Tower e Pilot of your Soul piene di quei riffoni che ci piacciono tanto, mentre il momento easy si ha in Carry On, ballata di caratura sopraffina. In sostanza un ritorno sulle scene di gran classe per uno dei chitarristi più famosi del mondo. I Fan degli Scorpions e del MSG non se lo lasceranno scappare.
Jurij G. Ricotti
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