METAL VILLAGE 4


IMPELLITTERI “EYE OF THE HURRICANE”
JVC-Victor VICP-60167

Chris Impellitteri fa parte di quella schiera di chitarristi influenzati per metà dall’hard rock e per metà dal neoclassico, riuscendo a creare un diverso prodotto rivolto al mercato dei speed metal. Inizia tutto dal 1987 con l’uscita dell’ep omonimo e con un buon contratto sony nelle mani. Nel 1988 riesce a convocare il mitico Graham Bonnet (ex Rainbow, ex Alcatrazz) e Pat Torpey alla batteria noto con I Mr.Big, per il suo Stand in Line. Nello stesso anno esce anche per la Reh la video didattica SPEED SOLOING ed a seguire dopo un periodo di tre anni Il nuovo disco GRIN AND BEAR IT con Ken Mary alla batteria (Alice Cooper) e Rob Rock alla voce, cantante che rimarrà poi fino al presente su i suoi dischi. Seguono VICTIM OF THE SYSTEM (1993), ANSWER TO THE MASTER (1994), SCREAMING SIMPHONY (1996) fino ad arrivare al nuovissimo EYE OF THE HURRICANE.
Il nuovo disco è molto rock oriented e ricorda i dischi dei grandi Megadeth e degli Annihilator proponendo riff veloci e potenti. La prima cosa che colpisce l’ascoltatore è la qualità sonora del prodotto molto ben registrato, le chitarre sono quasi prive di reverbero, fatto che le rende presenti quasi ad averle in faccia, il che rivela anche un miglioramento stilistico e tecnico di Chris durante questi anni. Le traks più violente sono sicuramente BLEED IN SILENCE, EVERYTHING IS YOU vagamente rimembranti gli Skid Row di Bach, mentre gli amanti dello speed più crudo e plettrato possono dissetarsi con KINGDOM FIGHTER, EYE OF THE HURRICANE, MASTER OF DISGUISE e FUEL FOR THE FIRE che precedono la neoclassica RACE INTO THE LIGHT. Il pezzo in questione si avvicina in maniera spudorata ad una certa Trilogy suite op:5 di un certo svedese molto famoso. ON AND ON è la ballad del disco con tanto di chitarra classica accompagnata dalla splendida voce di Rob.
Questo è un ottimo disco, sicuramente di quelli fedeli alla linea non adatto a chi ha un cuore di panna ma molto ben registrato potente al punto giusto, con assoli sparati alla velocità della luce ma precisi e puliti che farà sicuramente impazzire gli amanti dello speed metal di classe.
La versione europea del cd è doppia e nel secondo cd troviamo “Victim of the System” nuovo mini album con alcuni brani inediti: Warrior, Fly Away, Glory, Hold The Line, Victim of the system.

Jurij G. Ricotti



James Murphy “Seeding the machine”
Diehard PCD-46 Efa cd 10839


Chi non conosce gli Obituary storico capostipite gruppo Death Metal, ebbene il suo più grande creatore james Murphy costruisce insieme a Dean Castronovo e Stu Hamm una band di granito, con un impatto senza precedenti. Pura Violenza e potenza da spaccare le mediocri casse casalinghe che tutti possediamo. Troviamo inoltre Vitalij Kuprij alle tastiere insieme a Matt Guillory, Jhon west, Chris Long, Chuck Billy e Clark Brown alla voce. Qusto non è soltanto un disco di chitarra, ma soprattutto un package di stars e rivoluzione sonora. La registrazione è qualcosa di assolutamente perfetto, rende il tutto di una fruibiltà sconvolgente. Il cd apre con Contagion molto Fear Factory stamp e segue con Non One Can Tell You molto armonizzata e coinvolgente. Epoch ci ricorda gli Obituary ma con influenze molto industrial al suo interno che rendono il groove del brano estremamente compatto e presente. Deconstruct e Odissey sono distanti dal resto del disco per la loro ballabilità ma mantengono vivo l’interesse per raggiungere Odissey di una presenza e poesia infinita, il suo intro melodico spacca i timpani per sfociare in un tempo dispari in pieno stile new progressive. Al suo interno un passaggio acustico che ammorbidisce il tutto in maniera egregia appoggiato da una chitarra melodica senza fine. Race with devil on spanish highway è una sorta di death metal condito con percussioni brasiliane in ricordo degli ancor più mitici Atheist, il tutto reso coinvolgente dalla velocità del brano e dallo sgorgare di armonie e melodie lente al suo interno. Visitors ricorda ancora la direzione del brano e propone ancora tempi dispari e voce suadente stile rush fino a giungere alla conclusione id questo eccellente disco affidata a In Lingua Mortua introdotta da chitarra classica e accompagnata da una elettrica pulita ed armonizzata. La presenza delle tastiere ha reso il disco meno duro del previsto e coinvolgente al punto giusto, insomma un must per tutti anche per i non amanti della chitarra. Un vero capolavoro!

Jurij G. Ricotti



Compilation “The year of the tiger”
Noise records N0305-2

La Noise propone una interessante compilation dei brani più belli di produzione propria. Sin dall’opening track affidata agli Iron Savior con Coming Home si intuisce la direzione che la musica metal ha ormai preso da diverso tempo, affidata a loro anche la traccia di chiusura Eye to Eye. Seguono gli Stigmata IV con the Crusade of Lies e gli straosannati Stratovarius di Timo Tollki con l’eccellente Destiny in tutti i suoi dieci minuti. Wicked Angel non sembrano molto in linea con la compilation e con la fama dei gruppi precedenti. Virgin Steel veterani dello speed metal propongono una accattivante Through Blood and Fire con doppia cassa onnipresente e riffoni plettratissimi. Seguono Headstone Epitaph con All for one in stile Maiden con chitarre armonizzate per terze e quarte, completamente differente dallo stile dei Treasure Land molto più malmsteeniani in Heaven. Gli antagonisti degli Stratovarius, gli Elegy, li ricordiamo insieme con l’etichetta Shark, si affrontano in una grande Angel Without Wings. Kamelot propongono speed che più speed non si può risalgono la china con uno stile rivolto al neoclassico in Millennium, a differenza dei Superior che utilizzano parti sinth e loop campionati insieme a chitarre violentissime creano una sorta di crossover molto interessante in Think. Tura Satana eludono lo stile della compilation con un metal più funk e voce femminile, nell’insieme esplosivo ma fuori tema con Venus Diabolo. Pissing Razors fanno parte del panorama death dimostrando uno stile estremamente vicino ai sepultura in Dodging Bullets. Penultima band sono i Mindset con voce ed arrangiamenti Mansoniani ma non originali negli arrangiamenti. Tutto sommato una bella compilation con varie venature che richiamano le striature della tigre della copertina, forse nulla di interessante per chi possiede già i dischi solisti dei gruppi presenti, ma una buona occasione per ascoltarne altri.

Jurij G. Ricotti

Si ricorda che gli articoli e le interviste sono proprietà dell'autore e delle riviste che li pubblicano, di conseguenza se ne atorizza l'uso e la divulgazione previo consenso dell'autore.