VILLAGE METAL 6-2000

Jurij G. Ricotti


Jag Panzer

Thade to the Throne

Spingo


Nuovissimo album dei Jag Panzer questa volta senza il grande Joey Tafolla, dopo l’album dello scorso anno The Age of Mastery. Il nuovo chitarrista è Chris Broderick dal sapore Malmsteeniano e plettratore raffinato. Alla voce Harry Conklin, Mark Briody alla chitarra e tastiere, John Tetley al basso e Rickard Stjernquist alla batteria completano il quintetto. La prima cosa che salta all’orecchio è l’ottima produzione del disco, grandi suoni, splendida soprattutto la intro Thane of Cawdor con archi annessi molto ben registrati, presumibilmente campionati. Pessima l’idea (oseremmo agggiungere l’abitudine)di mettere il compressore sul Master del disco, ha rovinato tutto il missaggio togliendo profondità a discapito di un impatto forzato. Il CD risulta molto più Power-Epic del solito forse grazie anche al nuovo supporto chitarristico. Rickard fa sentire di se in Bloody Crime tessendo un piacevole quanto potente piano ritmico doppia cassa rullante. Accenni baroccheggianti in The Premonitions con infarinature di chitarra classica. Proseguiamo con Treachery’s Stain, Spectes of the past impepato di archi medioevali campionati e cori assolutamente Epic. Quartetto d’archi per The Prophecies (fuge in D minor) assolutamente monotono anche se introduce una splendida Insanity’s Mind. Improbabile quanto inutile The Downward Fall alla chitarra classica che inserisce atmosfere spagnoleggianti in un contesto inusuale. Il CD chiude con una minisuite Tragedy fo MacBeth accompagnata con chitarre clean e coretti power prima di sfociare nella violenza solita della band. CD ricco ma non mi ci ficco, ben 17 brani che ci accompagnano in un delirante concept album che non sembra essere stato concepito appunto per questo. Solo per gli amanti dei Jag Panzer.



Majestic

Trinty Overture

Massacre Records


Ritorno dei Majestic splendidamente recensiti tempo fa su queste pagine propongono il nuovo Trinty Overture troppo simile al nuovo disco di Malmsteen sembra addirittura la brutta copia. Riff rubati anche da Marching Out del Maestro roba da denuncia. Entering the arena apre alla grande per introdurre Voodoo treasure in pieno sweep-delirio. The rapture of Canaan è il brano più commerciale del disco molto Joe Linn Turner oriented. Resurrection ci fa sentire più blues anche se l’impronta neoclassica rimane. Bachiana Curtain of fire a differenza della copiatissima The breath of Hours sfacciatamente simile ad una famosa Devil in Disguise e non facciamo nomi. Grandi fraseggi paganiniani in Approching the storm ed in Confusicus. La title track Trinty Overture è forse la più originale del CD splendidamente suonata ed speed epica al punto giusto, anche se non giustifica il resto del cd.

Neoclassico all’inverosimile questo disco sembra essere una pallida interpretazione dei dischi del Sommo Yngwie, se la nostra sete di neoclassicismo è grande compriamo prima tutti i dischi di Malmsteen ed alla fine quando ancora non sarà completamente saziata passiamo ai Majestic. Buona la produzione del disco e dei suoni utilizzati. Meglio perderli che trovarli.



HeadLine

Voices of Presence

Nothing To Say records

Particolare il disco degli HeadLine che ricorda vagamente lo stile dei magnifici ed ormai vecchi Siegheaven. Ritmica complessa e mai monotona con splendide influenze vocal femminili all’interno rendono il tutto estremamente progressive e gradevole all’ascolto. Molto bello il main riff di The Call, Getting Down To It ricorda lo stile degli altri grandi vecchi Queensriche del periodo Operation MindCrime. Segue Trilogy divisa in Presence-The Message-Acknoledgements molto ben interpretata e delirante al punto giusto. Las Will sembra essere stata missata in un’altro momento con altri suoni forse aggiunta nel cd dopo la realizzazione degli altri brani, infatti anche diversa stilisticamente e di grande impatto ritmico. Reminescente Seven molto ben strutturata introduce una romantica Never Enoght. Violenza in stile Hannihilator in Give Up Once. Chiude questo CD Awaken Dream ballad romantica. Gli HeadLine sono sulla strada giusta per la creazione di qualche cosa di innovativo, sono riusciti a prendere influenze dei migliori gruppi tedeschi e le hanno affinate. Non troppa tecnica e assoli di chitarra non consoni. Peccato per i suoni con un buon produttore avrebbero realizzato un prodotto di grande impatto emotivo e compositivo. Da avere.