ENOLA GAY
Strange Encounter
Century Media CD 77286-2
Dal 1995 gli Enola Gay hanno dato un grosso contributo al mondo del Thrash Metal,
senza fronzoli, cercando sempre di proporre nuove soluzioni. Il loro album di debutto
“F.O.T.H”, fu molto violento per il periodo, mostrando subito maturità compositiva.
Seguì “Pressure” nel 1997, che li portò in tour con gli Iced Earth,
prima ancora con gli Stratovarius. “Strange Encounter” è l’ultima fatica discografica
che amplia il discorso intrapreso in Pressure, cambia un po’ lo stile avvicinandosi
più ad un rock metal teutonico tipo Queensriche, anche se i “riffettoni” Metal
Thrash rimangono inalterati. Lunghi Arpeggi cupi, di quelli in Em che piacciono tanto
al genere e infarinature di Prog qua e la’ a guarnire il tutto. Il Cd apre con “Enola
Gay” molto thrash oriented tipo Antrhrax per intenderci per poi proseguire su terreni
più consoni al prog. La qualità della registrazione è molto
buona anche se non inesplorata, omogeneità nelle sonorità, ogni tanto
farebbe piacere sentire qualcosa di rinnovato anche nella fase produttiva di questo
tipo di lavori. “Browsing” ricorda molto lo stile Maideniano anche se una vena Annihilatoriana
nei riff fa sfociare in un sorta di Concept generale. Un disco molto “ruffiano”,
che farà felici gli amanti del thrash eighties.
Jurij G. Ricotti
DAWN OF RELIC
One Night In Carcosa
Wiked World WICK 05CD
Dark Death Metal non troppo originale, che fa dei Dawn Of Relic una delle peggiori
novità di quest’anno. Nulla di nuovo, anche la produzione del disco risulta
scadente, la registrazione è fuori standard e le composizioni sono noiose
e ripetitive. Jukka Zann alla batteria fa un buon lavoro ma viene tenuto troppo sotto
a discapito di chitarre prevalenti e molto spesso fuori tempo. Peccato perchè
la realizzazione grafica è molto ben curata, segno di un impegno da parte
della casa discografica. C’è ancora molto da lavorare!
Jurij G. Ricotti
CHARISMA
Charisma
Massacre Records MAS CD0177/0001772 MAR
Grande gruppo! Indubbiamente, molto groove in tutti i brani, finalmente qualcosa
di fresco nel rock-pop. Interessante l’accoppiata voce femminile-riffettoni Theatheriani.
I brani sono tutti improntati su stile progressive, differendo abbondantemente l’uno
dall’altro. Buona anche l’identità della Band riconoscibile in ognuno dei
nove brani del cd. Alla voce Annette Kienzle, Achim Welsch che oltre alla produzione
si occupa delle chitarre e backing vocals. Giovanni Soulas al basso, Richard Seibel
alle tastiere, molto bilanciato, Markus Blind alla batteria. Sin dall’iniziale “State
Design” si intuiscie una forte componente ‘metallara’ e pesantezza che armonica non
lascia indifferenti gli ascoltatori. Molti dei brani sono suonati in 7/8, il bilanciamento
tecnica e songwriting risulta perfetto, mai strafalcioni, ne eccessi ammorbanti.
“Warm My Soul” è un’esempio di groove e tecnica in 3/4 che forse manca a molte
band più mature. La chiusura del CD è affidata a “Deeper Ground” che
non stupisce nelle risoluzioni armoniche. La chitarra è registrata veramente
bene, magari tanti gruppi con questo suono. Buona la produzione in generale, suoni
non tropo compressi e bilanciati segno di un missaggio sensato. In sostanza un buon
album di esordio, e gruppo da tenere d’occhio. Non è un disco di tecnica ma
di canzoni suonate su tempi dispari che insegnano molto agli amanti del genere prog!
Jurij G. Ricotti
MOONSPELL
The butterfly effect
Century Media
Eccoci giunti al nuovo lavoro dei Gotici MoonSpell che con “The butterfly effect”
confermano la loro dedizione per il male e per la violenza ‘armonica’ che li contraddistigue
sin dal 1992!
La storia dei Moonspeel inizia nel 1989 quando Fernando Ribeiro, bassista dei Morbid God decide di far uscire la propria musica dal Portogallo. Il primo cd esce nel 1992 intitolato “Under a Moonspell” prima che la Century Media decida di far uscite un LP chiamato Wolfheart. Il disco successivo fu “Irreligious” che consacrò i MoonSpell come perfetta Metal Gotich band.
Il suono dei Moonspell è cattivo, acido e violento, una sorta di mix esplosivo tra Soul Fly e Sepultura con aggiunte acide di Dark e Gotich. “Butterly fx” è molto trascinante , i riff sono devastanti, non sarà facile togliere il cd dal lettore. Segue “Can’t bee” danzereccia e riflessiva, che fa da perfetto ponte fino a “Lustmord” trascinate al punto giusto, la voce cupa di Ferdinando rende tutto molto soffocato, mentre le chitarre di Ricardo riepiono quello che possono con riff “coprispettro”! Belli anche gli arrangiamenti degli archi che compaiono in alcuni punti dei brani. Il resto del CD è una vera e propria sorpresa. Un consiglio vivo acquistare con cautela da usare soprattutto in situazioni promisque e copulative!
Jurij G. Ricotti
SPIRAL TOWER
MindKiller
Massacre Records
MAS CD0210/0002102 MAR
Nuova release per i teutonici Spiral Tower, purtroppo non proprio efficace, infatti
la scarsa produzione del disco ha reso tutto troppo confuso il che fa perdere l’impatto
e l’attenzione. Peccato perchè lo speed di quest band è buono e violento
al punto giusto, la batteria è tenuta troppo sotto, mentre le chitarre sono
fin troppo presenti il che devia dalla compattezza che un genere come questo richiede.
Gli assoli di Sven Podgurski e di Andi K sono orribili, meglio evitare ragazzi! “The
Martyr si Dead” identifica molto bene la band e valorizza la voce di Alexander Koch
anche se purtroppo non si riesce a sentire coerenza armonica e ritmica in nessuno
dei brani del disco. Meglio remissare tutto, il risultato ottenuto sembra quello
di un disco anni ‘80 registrato su piste analogiche e missato in uno sgabuzzino.
Non vale la pena.
Jurij G. Ricotti
TIPE O NEGATIVE
World Coming Down
RoadRunner Records RR443
Non credo che i Tipe o Negative abbiano bisogno di presentazioni. Diciamo innanzitutto
che la produzione ed il missaggio sono perfetti in tutto, l’aggiunta di suoni analogici
syntetici ha reso il loro suono molto più compatto ed oscuro. Ricordano molto
lo stile di Ozzy anche se manca il caro Zakk. “Skip It” è la porta di questo
nuovo “World Coming Down”, maturità ed elaborazione compositiva degna di un
film, segue “Sinus” introdotto da una sapiente (insenso di qualità di registrazione)
‘sniffata’, accompagnata da una chitarra “whawhata” a puntino che crea aspettative
di pressante quantità sonora puntualmente rispettata. Possiamo dire che rappesentano
la bella copia dei Marylin Manson. Gli amanti del genere non rimarranno delusi dalla
qualità del prodotto. Il viaggio prosegue con “Everyone I love is Dead”, attraverso
“Who Will Save the Sane?” Belli tutti gli effetti ‘Olofonici’ che si trovano sparsi
nel disco, un’ascolto in cuffia ne valorizza i contenuti. Non è un disco di
shredding bisogna dirlo, ma da ascoltare con attenzione!
IL LATO ESTREMO DEL METAL ITALIANO
Jurij G. Ricotti
Il panorama Estremo della musica metal non ha mai sofferto l’esterofilia propria
di generi più leggeri, come il rock (anglo americano) o il pop, rendendo generi
come Death Metal o Neoclassico molto esportabili e fruibili ad un pubblico Europeo
o Giapponese. I Novembre sono al momento uno dei pochi gruppi Death di origine Italiana
che hanno un contratto Century Media e che propongono una propria interpretazione
del genere molto gradevole e violenta al contempo stesso. La Loro storia inizia nei
primi anni novanta con il nome CATACOMB prima di arrivare al ‘95 con il primo album
‘Wish I Could Dream Again...’ con il nome Novembre che anticipa ‘Arte Novecento’
del 1997. Il nuovo lavoro si chiama ‘Classica’ e racchiude tutte le influenze che
hanno infestato e contagiato la vena negli ultimi dieci anni. Doppia cassa e tecnica
non rappresentano la portante dell’album ma contribuiscono nei momenti essenziali
distanti da le pacate situazioni vocali di Carmelo, situazioni che passano dallo
scream al lirico anche all’interno dello stesso brano. Molto ‘vocali’ anche i riff,
il che li rende molto ‘cantabile’ il tutto. Il CD apre con Cold Blue Steel dal sapore
thrash, riflessiva in alcuni momenti, grazie alle chitarre che armonizzano i temi
forse troppo spesso trascurati dal genere. Meno convincente di Tales From a Winter
to Come che apre atmosfere inesplorate estremamente gradevoli che identificano appieno
lo spirito del gruppo. NostalgiaPlatz raccoglie molto dal poprock moderno con arpeggi
distorti e temi ampi mai virtuosi. Come anche in My Straving Bambina che sembra essere
la ballad del disco anche se poi ricorda lo stile dei Death del periodo Human. Riffettoni
per Love Story ed Onirica East. Romanticismo e tristezza in Foto Blu Infinito e L’Epoque
Noire, mentre una venatura di progressive si ascolta in Winter 1941, convincentissimo.
Classica chiude con Spirit Of The Forest assecondata da arpeggi distorti e voce suadente.
Tutto il lavoro si avvicina in alcuni punti anche agli ultimi Fear Factory, buono
tutto, un bel prodotto ben confezionato che sarà nei negozi il 24 gennaio
del nuovo millennio. Ottima anche la copertina e la produzione. Per gli amanti del
Death e non un acquisto che non lascerà a bocca sciutta. Sicuramente non per
un pubblico shredder ma Accattatevillo!
Jurij G. Ricotti
jurij@jurij.net