GUITAR ON THE WEB 11



MP3 di Jurij G. Ricotti

Innanzitutto grazie a tutti per avere accolto felicemente la messa in onda dei file audio MP3 di alcune rubriche didattiche sul sito di AXE. Infatti, previo nostro annuncio, siamo riusciti a convincere alcuni dei collaboratori della rivista a registrare in formato audio le lezioni presenti nelle rubriche didattiche. In sostanza collegandoci al nostro sito possiamo scaricare ed ascoltare la lezione direttamente dalle mani di chi la scrive!
Ma non tutti conoscono questo sistema di compressione audio quindi spegheremo di seguito la sua funzione primaria. Le rubriche didattiche presenti anche in formato audio sul sito saranno contrassegnate da un simbolo all’interno della rivista. Vi ricordiamo che il tutto è a-gratis per tutti coloro che si possono collegare al sito.
Per il momento è disponibile la lezione di Salvatore Russo che apparirà sui numeri di Marso ed Aprile. Il file è di 2 Mb circa, quindi ci vogliono ad una velocità media di connessione circa 30 minuti per scaricarlo. Chi possiede connessioni più veloci di 28.8 ci impiegherà meno tempo. Inoltre le prossime lezioni saranno di capacità meno significativa e quindi più veloci da scaricarsi.
Internet ha dato origine ad una miriade di sistemi di compressione audio che permetta la distribuzione di questi ultimi attraverso la rete, nonostante la scarsa velocità di connessione alla quale siamo spesso costretti. Ma le grandi case di distribuzione mondiali di musica sembrano storcere il naso allo sviluppo di queste tecnologie che costringono a rivedere le strategie di mercato. Più precisamente Sony ed Emi si sono incontrate a New York in dicembre per discutere un sistema alternativo di distribuzione della musica attraverso internet. D’altrocanto finora gli unici entusiasti di questa soluzione siamo noi utenti di tutto il mondo, possiamo infatti ascoltare rarità fuori mercato, brani live, ed anticipazioni sugli album in uscita. Chiaramente c’è anche chi propone una distribuzione piratata del tutto approfittando soprattutto delle ambiguità legali in materia, ne sa qualche cosa la Siae. Questo nuovo favoloso standard di compressione si chiama Mpeg layer 3, ed ecco spiegato il suo elementare funzionamento. Per comprimere un file audio viene applicato un algoritmo chiamato Mpeg 1 layer 3 che raggiunge un rapporto di compressione di 1 a 12 consentendo una perdita di qualità impercettibile all’orecchio umano. La nascita di questo tipo di algoritmo viene dall’esigenza di poter trasmettere dati in formato audio risparmiando sulla banda occupata. Prima dell’arrivo del layer 3 un minuto di musica qualità CD a 44Khz 16bit occupava 10Mb di spazio, ora si arriva ad una compressione di fattore 12. L’orecchio umano non percepisce le frequenze sopra i 20Khz percui vengono tagliate tutte quelle sopra tale cifra. Il nostro orecchio inoltre è sensibile ad un’ampia banda di frequenze, qundoc’è un forte segnale che ne copre altri di minore intensità l’algoritmo toglie quelli minori che occupano spazio prezioso. L’ultimo passaggio che esegue l’algorito è quello del Sub Band Coding, ossia analizza lo spettro del segnale audio ed applica il modello psicoacustico per calcolare il giusto rapporto di dati superflui codificando il tutto secondo il Bitrate scelto. Questo metodo di compressione è stato messo in atto da un gruppo di ricerca tedesco il “Fraunhofer Insititute Integrierte Schaltungen” fondato nel 1985. Mpeg signigica invece (Moving Picture Expert Group) che lavora sotto la direzione della ISO e la IEC. Attenzione però a distinguere il formato di compressione Layer 3 ed Mpeg, il primo si riferisce soltanto al formato audio che è contenuto nel secondo. In sostanza quindi si può affermare che lo scopo principale è quello di ottenere una qualità indistinguibile dall’originale, per questo è stato effettuato un test su varie persone dando come risultato la garanzia di resa simile a quella del cd. Le applicazioni di questo tipo di compressione sono molteplici oltre alla distribuibilità attraverso la rete, si potrà in futuro avere interviste e telecronache prive di fruscio o creare uno studio virtuale che permetta la registrazione a distanza di artisti lontani fra di loro. Un esempio recente è stato Under My Skin registrato da Bono Vox con Frank Sinatra che non si sono mai incontrati per una registrazione. Per ascoltare i file Mpeg si possono soltanto utilizzare computer sia Mac che Pc che possiedano un programma di decompressione come Mac Amp che si può scaricare all’url http://www.macamp.com, la decompressione è di tipo stream quindi si può ascoltare il file mentre lo si sta scaricando dalla rete, l’unico inconveniente sarà quello di non poter ascoltare il file tramite il nostro impianto stereo, ma negli usa è già in vendita un lettore Mpeg walkman nel quale possiamo, tramite computer, scaricare i file nel lettore fino a coprire completamente la ram contenuta al suo interno per un’ora di musica. Lo potete trovare sul sito della diamond sotto http://www.diamond.com/products/current/rio.cfm al costo di 200 dollari. Ma se non ce la fate ad aspettare potete convertire i file mpeg in formato aiff masterizzabile audio ed ascoltabile nel nostro impianto casalingo.

Jurij G. Ricotti


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